martedì 5 agosto 2014

Quando eravamo giovani

Scrive in un suo bellissimo post Pippo Civati: "Quando eravamo giovani, volevamo scelte nette, pulite, chiare. Prendevamo le distanze da tutti gli inciucisti, veri o presunti (perché a volte era quasi un vezzo, quello dell’inciucio). Rileggevamo Foucault e quella cosa del dire-il-vero e del parresiasta e ci vantavamo dello stile da non perdere, di non dire le bugie, di non fare facile propaganda. 
Non ci piaceva la strumentalità, l’azzardo, la furbizia, ci piaceva essere così, a costo di passare per pirla. Chiedevamo un rinnovamento profondo, non solo a parole, delle strutture stesse della politica e della società". (qui la versione integrale
Quando ero giovane io (ho 18 anni più di Pippo) ero convinto che la mia generazione avrebbe rivoluzionato il mondo, che tutto sarebbe cambiato e che noi ne saremmo stati gli artefici. 
"Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa, a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età, oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù: di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu..." (cit. Eskimo F. Guccini) 
Sono passati quasi quarant'anni, il mondo non sono ancora riuscito a cambiarlo, ma nonostante tutto non mi arrendo e credo ancora che insieme #èPossibile farlo.

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