venerdì 28 agosto 2015

Festival EcoFuturo: siamo noi i veri Bilderberg! di Michele Dotti - Il Fatto Quotidiano

Beh, magari non proprio esattamente uguali… però qualcosa in comune effettivamente l’abbiamo. Se non diamo peso al fatto che loro si incontrano a porte chiuse e operano in modo a dir poco opaco, mentre noi siamo aperti a tutti e ci muoviamo in modo trasparente. Se non si considera che loro fanno tutto per i propri interessi privati, mentre noi ci impegniamo per il bene comune. Ignorando per un attimo il fatto che in nome di questi interessi sono disposti a sacrificare i diritti umani, la pace, l’ambiente e le culture, mentre noi siamo animati proprio dalla tutela e dalla promozione di questi ultimi. Se vogliamo ignorare la differenza fra chi considera la diversità un problema, o addirittura una minaccia, e chi – come noi – la ritiene un valore imprescindibile. 
Mettendo per un istante fra parentesi il fatto che per loro le uniche categorie per comprendere la realtà sono quelle dell’individualismo, della competitività e dell’omologazione, mentre per noi sono fondamentali la socialità, la cooperazione e la creatività. A parte il fatto che i contenuti delle loro discussioni non sono mai registrati o riportati all’esterno, mentre noi trasmettiamo tutto in diretta

giovedì 13 agosto 2015

Earth Overshoot Day: oggi 13 agosto è il giorno in cui l'umanità ha consumato il budget di natura disponibile per l'intero anno.

In campo ambientale altro che tagliare il debito, il rosso cresce anno dopo anno. Oggi abbiamo esaurito il capitale di cui potevamo disporre senza doverci far prestare risorse - con ben poche probabilità di restituirle - da chi verrà dopo di noi. L'Overshoot Day, il giorno in cui l'umanità ha consumato il budget di natura disponibile per l'intero anno, quest'anno scatta il 13 agosto. Lo ha calcolato il Global Footprint Network, uno dei più importanti centri studi sulla sostenibilità. L'anno scorso il giorno di inizio del debito era il 19 agosto. Nel 2000 cadeva ai primi di ottobre. Bisogna tornare alla fine degli anni Sessanta per trovare in pareggio il bilancio tra consumo e risorse rinnovabili. Gli ultimi decenni sono stati devastanti: il ritmo del saccheggio è andato crescendo in maniera violenta. Andiamo avanti tagliando più alberi di quelli che possono ricrescere, mangiando più pesci di quelli che si riproducono, emettendo più gas serra di quelli che l'atmosfera è in grado di assorbire senza alterare il sistema climatico che gli esseri umani hanno da sempre conosciuto: oggi in cielo c'è una concentrazione di anidride carbonica che non ha precedenti in epoca umana.
Per questo, alla vigilia della conferenza sul clima che si terrà a Parigi a dicembre, Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network, ha lanciato un appello: "L'accordo globale